motorik

transmaterialobsessivemusic

Chi sono

Utente: motorik
am i man?

Commenti recenti

Archivio

oggi
--- 2007 ---

Links

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 30 marzo 2007

HAWKWIND - DOREMI FASOL LATIDO

Mi ritrovavo a passeggiare in un parco della provincia sassone, quando un anziano, magro, dai lunghi capelli, mi ferma, mi osserva per qualche istante con aria vagamente canzonatoria e mi chiede: "che mi dici dello space rock?"
Mi allontano, e penso confusamente allo space rock, o meglio a quello che sapevo dello space rock.
Musica psichedelica, sviluppatasi sul finire degli anni 60 in Europa...decisamente differente dalla psichedelia americana di matrice californiana, più legata al folk della grande america. La psichedelia europea progettava già notturne fughe amorose con l'elettronica, ed i primi synth, i primi multieffetto entravano in pianta stabile nelle composizioni, addirittura sostituendo la chitarra nelle progressioni lisergiche che tappezzavano di soffici deliqui i cervelli degli ascoltatori.
Mi fermo, mi siedo su una panca, apro il mio zaino e con eccitazione cerco il disco. Eccolo.
Bianco e Nero, con il titolo in posizione e caratteri dimessi, doremi fasol latido, ed il nome del gruppo in alto, leggibile ma non troppo: HAWKWIND.
La frenesia è troppa, mi alzo, mi reco al chioschetto musicale più vicino e chiedo una camera d'ascolto.
Inserisco il disco nel lettore, mi siedo comodo e comincio il viaggio.
Brainstorm è un pezzo da cerimoniale ultraterreno. Dei riff di chitarra hard rock vengono colpiti da sibilanti suoni sintetici, riprendono il controllo del mezzo per poi venire a patto cogli aggressori, unire le forze e generare una rotta esaltante lungo la quale il pezzo prosegue mastodontico, senza concedere un solo metro di traiettorie rettilinee. Le voci si affiancano in cantilene ossessive, spariscono, concedono spazio al silenzio dal quale riaffiora un tripudio sonico che accompagna fino alla fine.
Space is deep, come Down trough the night, restituisce parte del proscenio alla melodia, ed un cantato in agrodolcissima dissonanza danza leggiadro su note di chitarra dispettosamente sporcate da sinusoidi disordinate.
Lord of light concede alla chitarra il timone, la sezione ritmica indossa paraocchi e omerici tappi di cera e prosegue senza deviazioni, mentre i suoni filtrati diventano sempre più metallici, improvvise esplosioni di motori a reazione irrompono nell'atmosfera: il canto appare quasi sopraffatto in un'esplosione di effetti, e trova naturale conclusione dopo quasi sei minuti di assalto.
Time we left this world today sembra cominciare ed evolvere con un canonico hard rock appena sporcato da tradimenti elettronici, raggiungere il proprio picco con un'alternanza di voci ripetuta ossessivamente: è solo il prologo di un crescendo dell'assurdo con mille interpreti a spartirsi il pentagramma in caotica alternanza fino a collassare sotto il peso di chitarre gementi che reirrompono prepotenti.
L'album si chiude con The watcher, che suona come una stanca litania sulle macerie appena provocate. Poche parole estratte dall'ugola, quasi declamate, più che cantate, una chitarra suonate con mani immerse nel cemento, ed un folletto infame che alla fine continua a distillare suoni e sibili da lontani sintetizzatori.
Doremi si chiude così.
Rimango qualche minuto in silenzio. L'esperienza è stata esaltante, e come tale faticosa. Esco dalla camera e rimetto piede fra le aiuole, l'ambiente esterno torna a riempirmi i timpani coi rumori abituali...eppure echi di acide forme d'onda risuonano nel mio cervello, forti stimoli sensoriali combattono con grida di bambini e lontani rimbombi d'automobili...non va perso un attimo solo.
Lancio lo sguardo attorno a me e cerco l'anziano capellone.


Album : doremi fasol latido - 1972
Artista : Hawkwind


Un paio di siti che parlano degli Hawkwind:

www.hawkwind.com/

www.starfarer.net/

P.S.

Attualmente è possibile trovare la ristampa di doremi fasol latido con altri pezzi aggiunti all'originaria sequenza:

Urban guerilla
Brainbox pollution
Lord of light(single version)
Ejection

Segnalerei Brainbox pollution, con gli Hawkwind intenti a dipingere con scintillanti colori al titanio le sagome dei Rolling Stones ed imbarcarli direttamente per un viaggio interplanetario dal quale si librano disperate grida e suoni riaffermanti la propria riscoperta umanità. Gemiti, esplosioni, rullate ordinate ed inesorabili: silenzio ed ammirazione.


postato da: motorik alle ore 16:09 | link | commenti
categorie: hawkwind, doremi fasol latido

Commenti